Testimonianza di Al Massira

Questo progetto è costruito dalle sue fondamenta nell’Antico Testamento mentre la storia del Messia progredisce dalla Genesi verso il NT. La sua presentazione visiva di una storia familiare mediorientale e la sua adeguatezza culturale è un modello perfetto di comunicazione per i suoi ascoltatori naturali. La genialità del progetto consiste nel fatto che può bypassare completamente gli ultimi 300 anni di errata interpretazione culturale occidentale del Vangelo, proprio perché si trova nell’Antico Testamento che è generalmente considerato con imbarazzo per la mentalità occidentale particolarmente sensibile.

L’Antico Testamento, pieno com’è di storie, canti e poemi, è un capolavoro creativo di narrazione interattiva. Non è la storia di un Dio lontano, ma di un Dio che è sempre in relazione. Come in ogni legame di fedeltà a un patto, ci saranno momenti di crisi, caos, tradimento, gelosia, rabbia, perdono, assenza e presenza. Ma entrambe le parti lavorano insieme, piangono insieme, adorano insieme e persino falliscono insieme.

Ma c’è anche la schiavitù, l’oppressione, la carestia, la guerra, la pestilenza, la ricchezza estrema e la povertà universale; ogni sfumatura culturale può essere molto più facilmente compresa dagli ascoltatori di Al Massira. Ecco un Dio che è per i poveri, ecco un insieme di comandamenti che porta giustizia, grazia e pace, ecco una storia di fallimento che è di per sé redentrice.

Se, come si sostiene, l’intero Antico Testamento, nella sua forma scritta, fu assemblato per la prima volta in esilio a Babilonia, allora ogni nota di speranza è profetica. Come potrebbero altrimenti quegli scribi scrivere quelle incredibili parole di incoraggiamento proprio nella fossa della disperazione. Ma in quella disperazione, in quella fossa, in quell’assenza ………… c’è Yahweh.

“Per un breve momento ti ho abbandonato, ma con grande compassione ti raccoglierò… nell’ira traboccante, per un momento ho nascosto il mio volto da te, ma con amore eterno avrò compassione di te” (Isaia 54:7)

Nell’esilio, e alla croce, vediamo il Dio che soffre ‘con noi’ nella nostra totale desolazione; un Dio che comprende il mondo dei poveri, degli oppressi, dei disperati, degli schiavi per interessi economici. Ma un Dio che vive nella relazione come un dono, che ci dà gli altri come un dono, che è generoso, abbondante nel donare; lui accoglie lo straniero, nutre la vedova e l’orfano.

Anche un Dio che rovescia i potenti e innalza i poveri di spirito. Questo è il Dio che è molto più correttamente rappresentato nelle antiche storie del Medio Oriente, dove la gente viveva al di fuori della cultura dominante militarista, mercificata e auto-assorbita con la sua pietà privatizzata.

Il progetto Al Massira avrà molto successo perché può rivelare una verità che non è più disponibile alle orecchie occidentali.

Un Dio dei 10 comandamenti, del sabbath e del buon vicinato che non ci chiede di combattere gli uni contro gli altri per sopravvivere. Un Dio dei poveri come è descritto in Matteo 25; un Dio delle relazioni che porta sempre alla crescita umana; siamo liberi perché non siamo più in competizione tra di noi.

Il compito è urgente. La gente ha bisogno di distogliere lo sguardo dai modelli occidentali improntati su un “successo” che è già fallito e non porta alla comprensione della Verità. I ricchi sono stati catturati dal totalismo del sistema (dice Walter Brueggemann) e a loro volta hanno catturato il vangelo e l’ “usano” come un’altra forma di merce.

Al Massira è un modello perfetto per capire che la crescita umana in Dio avviene attraverso una società rinnovata in un’alleanza reciproca, una nuova creazione e una fede nell’abbondanza di Dio, nonostante l’evidenza della disperazione che è tutta intorno.

I popoli la cui esperienza quotidiana è quella della guerra, della carestia, dell’oppressione violenta, della disperazione, dei rifugiati in una terra straniera, possono comprendere completamente l’Antico Testamento e la sua speranza nella fossa della disperazione. Ma è una speranza costruita sul dono di un Dio abbondante che, attraverso lo Spirito Santo, ispira comunità che vivono buone relazioni per portare la crescita umana.